L'INCONTRO CON UN DIO GRECO E NOI..TRE OCHE A BOCCA APERTA..😍😍😍😍
Quando ho scritto questa scena, ero seduta con il mio caffè, e giuro che ridevo da sola.
Avevo davanti agli occhi lui, questo ragazzo impossibile da ignorare, e poi le tre oche Emily, Nonna e Sally tutte con la bocca spalancata come se avessero visto un miraggio nel deserto.Mi divertiva immaginare la coreografia: io che scrivo… loro che svengono… e questo “dio greco” che entra in scena come se fosse la cosa più naturale del mondo.
È uno dei momenti che più amo del libro, perché unisce ironia, sorpresa e quel pizzico di magia che arriva quando meno te lo aspetti.
E poi… uscì lui. 😍😍😍😍
Non era un uomo. Non era nemmeno un ragazzo. Era… qualcosa di più. Di quelli che ti fanno dimenticare come si respira.
Noi tre Emily, Nonna e Sally restammo immobili, con la bocca spalancata come tre oche in fila. Il caldo? La stanchezza? O semplicemente la vista di un essere umano troppo bello per essere reale?
Emily, che si definisce “la più saggia del gruppo” (anche se nessuno l’ha mai confermato), diede un colpetto a Nonna. Nonna lo diede a Sally. E finalmente il sangue ricominciò a circolare.
Lui era alto, con i capelli lunghi che gli cadevano sulle spalle, una camicia di jeans sbottonata quel tanto che basta per far intuire pettorali scolpiti, e due occhi di un azzurro così intenso da far impallidire qualsiasi poster di Paul Newman.
Sembrava uscito da una favola. O forse da qualcosa di ancora più improbabile.
Ci guardò con un sorriso gentile, come se fosse abituato a trovare donne in stato di semi‑coma ovunque andasse.
E con una voce che sapeva di mare e di sole disse soltanto:
«Kaliméra.»
E fu in quel momento che tutto cambiò.
💛 Conclusione😅😆😆 👉LINK
Questa scena è nata così: da un’immagine vivissima nella mia testa e da una risata che non riuscivo a trattenere. Spero che leggendo o rileggendo questo momento, vi arrivi la stessa scintilla di divertimento e magia che ho provato io mentre lo scrivevo.

Comments
Post a Comment