“SECONDO CAPITOLO – L’incontro sotto la neve (estratto esclusivo)”

 







🎄 Quel Natale, quei tacchi e quel bacio inatteso (forse)

🔥 Introduzione al Capitolo Due

Conoscersi davanti al fuoco (e alle fragole fuori stagione)

Cosa succede quando una donna in décolleté da dodici centimetri finisce in uno chalet da sogno, con un camino acceso, un uomo affascinante e una tazza di vin brûlé tra le mani?

Greta non lo sa ancora, ma sta per vivere una scena che sembra uscita da una pubblicità di shampoo… o da un manuale di sopravvivenza glamour.

Tra fiamme danzanti, plaid mancati e fragole fuori stagione, il secondo capitolo è un mix di eleganza, goffaggine e piccoli miracoli. E mentre fuori nevica come se il mondo stesse preparando qualcosa di grosso… dentro, due sconosciuti iniziano a scaldarsi. Letteralmente.

Capitolo due 

 Conoscersi davanti al fuoco (e alle fragole fuori stagione) 

 La donna si illuminò come un albero di Natale ben addobbato. 

«Benvenuta, signorina Greta. La stanza sarà pronta in pochi minuti. E se ha bisogno di qualcosa… basta chiedere.» Greta rimase immobile.

 Non per la gentilezza, ma perché il sua mente stava ancora cercando di capire se era in un sogno o in una pubblicità di chalet di lusso. Jean la prese sottobraccio con la naturalezza di chi sa che il suo camino vale più di mille parole.

 Si sedettero sul grande divano bianco, proprio di fronte al fuoco. Le fiamme danzavano lente, proiettando ombre dorate sulle travi in legno. Greta pensò:

 “Se ora mi portano anche una cioccolata calda, giuro che mi trasferisco.” 

 «Clotilde, ci prepari un vino caldo per riscaldarci?» chiese Jean, con tono da gentleman d’altri tempi. «Per lei va bene?» 

 Greta annuì con un sorriso stanco poi si alzò e si avvicinò al camino, cercando di scongelare le ossa e, possibilmente, anche la dignità dopo la caduta da manuale. 

 Clotilde tornò poco dopo con due tazze fumanti.

 Greta ne bevve un sorso. Delizioso. Caldo, profumato, con chiodi di garofano. 

“Se mi portano anche un plaid, non mi muovo piu’.” 

 Rilassata,in parte,si sedette di nuovo sul divano e, istintivamente, allungò le gambe. Poi si rese conto del gesto poco elegante e le ritrasse . Jean sorrise. «Fai pure, Greta. Questo divano è fatto per rilassarsi e riposare.» 

Lei lo guardò, esitò… poi si lasciò andare. Via le scarpe. Gambe distese. Due sconosciuti, uno accanto all’altra, con la neve fuori e il vin brûlé dentro.

E forse, anche qualcosa di più. 

 Distesi e finalmente rilassati, Jean ebbe il tempo di osservarla. Occhi verdi intensi, lineamenti delicati, chioma castana che sembrava uscita da una pubblicità di shampoo. 

Ma il vero colpo di scena? L’abito dorato a paillettes e le décolleté da dodici centimetri. Nel bel mezzo di una nevicata. Jean alzò il sopracciglio. 

Un gesto che, nel suo caso, significava: “Interessante. E anche un po’ folle.”

 Greta percepì il suo sguardo e si sentì nervosa. “Quando sarà pronta quella benedetta camera? Voglio solo un bagno caldo, il mio pigiama e un letto. E magari dimenticare questa giornata da manuale di sopravvivenza.” penso'.

 A interrompere il silenzio, entrò Clotilde: «Signorina, la camera è pronta. Le ho fatto portare della frutta e un bel tè caldo.»

 Greta ringraziò il buon Dio in silenzio. Si voltò verso Jean, si alzò e, con un sorriso grato, disse: «Jean, la saluto. Le auguro una buona notte.» 

Questa volta, niente ghiaccio. 

Solo passo deciso e dignità ritrovata. Jean la seguì con lo sguardo. “Simpatica. Decisa. E… sorprendente.”

Sorrise tra sé e si avviò anche lui verso la sua stanza. 

 Fuori, la nevicata si intensificava. Come se il mondo stesse preparando qualcosa. 

Qualcosa di grosso.

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